Sartù di quinoa rosso
Un trionfo squisito: scopri la ricetta!

0 0
Sartù di quinoa rosso

Condividi sul tuo social network:

Oppure puoi copiare e condividere questo indirizzo url

Ingredienti

Adjust Servings:
per la base
450 g quinoa ammollata 8 ore
150 g piselli freschi/gelo
12 uova di quaglia
1 uova medie
20 g lievito in scaglie
5 g farina di bucce di psillio
quanto basta sale fino
per il ragù alla napoletana
1,5 lt salsa di pomodoro
900 g biancostato di manzo
500 g salsiccia di manzo
300 g cipolla bionda
70 ml vino rosso corposo
60 ml olio evo o vinacciolo
2 foglie alloro
quanto basta sale fino
per le polpettine
200 g manzo macinato
50 g pane di quinoa
30 g lievito in scaglie
1 uova medie
3 cucchiai olio evo o vinacciolo
una presa origano
1 pizzico pepe nero a mulino
quanto basta sale fino

Quante volte a settimana

occasioni speciali

Aggiungi questa ricetta ai preferiti

You need to login or register to bookmark/favorite this content.

Caratteristiche:
  • gruppo 0
  • senza glutine
  • senza lattosio
  • senza semi
  • senza zucchero

Un classico della cucina napoletana, per le occasioni speciali.

  • 5 ore
  • Porzioni 10
  • Media

Ingredienti

  • per la base

  • per il ragù alla napoletana

  • per le polpettine

Introduzione

Condividi

Il sartù di quinoa rosso è un piatto squisito e trionfale, per le occasioni speciali di tutta la famiglia.

Un po’ di storia per questo piatto napoletano sontuoso:

Il sartù originale napoletano è un timballo di riso ripieno di ogni ben di Dio. Il senso comune vuole il riso al Nord e la pasta al Sud. Nulla di più confuso: il riso in bianco come prescrizione risale alla Scuola Medica Salernitana mentre il Sartù, l’arancino, il supplì, la frittata di riso fanno parte da almeno due secoli della tradizione classica partenopea.

Il riso fu introdotto in Napoli dagli Aragonesi (1442/1501) ed occorse molto tempo prima che fosse accettato sulle tavole napoletane; infatti da principio fu usato quasi esclusivamente come medicamento nelle malattie gastriche o intestinali. Occorrerà attendere alcuni secoli prima che il riso conquisti un suo piccolo posto sulle tavole napoletane. Fu merito dei cuochi francesi, i famosi monzù (cosí li chiamarono i napoletani storpiando la parola monsieur) cioè quei cuochi d’oltrealpi chiamati a Napoli dai reali borbonici nella seconda metà del Settecento, per migliorare la cucina napoletana ritenuta troppo semplice. I cuochi francesi oltre ad importare a Napoli taluni dolci (tipo il babà) tentarono di introdurre l’uso delle loro mantecate salse (a base di latte,burro, farina ed uova) con cui condirono pasta e/o riso.
Per il vero in principio i napoletani non apprezzarono molto le sofisticate ricette della cucina francese, con una sola eccezione che fu per l’appunto il sartù di riso: uno dei più sontuosi modi di cucinare questo cereale. Tale sartù (dal francese sour tout),  partito dalle cucine regali dove i monzù lo prepararono per la corte borbonica, approdò alle cucine famigliari e da allora divenne un trionfo della cucina napoletana, diffondendosi peraltro in tutto il Sud Italia. La versione antica era senza pomodoro.

Alla scuoladicucinagrupposanguigno, i miei allievi del corso avanzato, lo hanno preparato a partire da quinoa ed eliminando la mozzarella: un vero trionfo di sapori.

Il ragù del sartù di quinoa rosso è stato preparato alla napoletana, ovvero con biancostato di manzo e salsicce di manzo a pezzi interi, che rilasciano i loro splendidi succhi in molte ore di cottura a bassa temperatura. Poi la carne viene tolta per essere mangiata a parte oppure per cucinare un bel polpettone. Fatti preparare la salsiccia di manzo dal tuo macellaio di fiducia. Noi da anni facciamo così.

Per cucinare il ragù utilizza una casseruola spessa di qualità, come questa. Un investimento notevole, ripagato da tutte le preparazioni eccellenti che ti regala (umidi, legumi, stufati, ragù).

Nel sartù di quinoa rosso la mozzarella è stata sostituita dal tofu, puoi anche ometterlo perché ci siamo resi conto che non regala nulla di particolarmente saporito al sartù.

Per dare forma al sartù abbiamo utilizzato uno dei mitici stampi Nordic Ware, di cui di solito ci serviamo per i dolci (le ineguagliabili bundt cakes):

 

 

(Visited 517 times, 6 visits today)

Fasi di lavorazione

1
Fatto
5 ore

prepara il ragù alla napoletana (il giorno prima)

Taglia al velo le cipolle, falle appassire lentamente in un velo d'olio caldo, salandole, in una casseruola capiente. Toglile e nella stessa casseruola fai "chiudere" il pezzo di carne e le salsicce a grossi tocchetti. Sfuma con il vino rosso. Quando l'alcool è evaporato rimetti nella casseruola anche le cipolle. Aggiungi la passata di pomodoro, un bicchiere d'acqua e regola di sale. Fai cuocere a fuoco bassissimo, con coperchio, per circa 5 ore, rimestando di tanto in tanto, e aggiungendo poca acqua calda se necessario. A fine cottura togli il pezzo di biancostato (che mangerai a parte in un altro pasto) e le salsicce, che ti serviranno nel ripieno del sartù.

2
Fatto
20 minuti

prepara le polpettine

Spruzza la mollica di pane con acqua. Versa in un recipiente la carne macinata insieme all’uovo leggermente battuto, al lievito in scaglie e alla mollica ben strizzata. Regola di sale e pepe e unisci l'origano. Amalgama il composto fino ad ottenere una massa omogenea; ricava delle piccole sfere, della dimensione di una grossa oliva (6 o 7 g l'una). Te ne verranno circa 60. Cuoci le polpettine in padella, in un velo d'olio caldo, facendole roteare.

3
Fatto
20 minuti

prepara gli ingredienti della base

Fai lessare le uova di quaglia per qualche minuto, poi sbucciale immediatamente. Sbollenta i piselli per qualche minuto in acqua bollente salata. Batti l'uovo con una forchetta, con sale e pepe, aggiungendo il lievito in scaglie.

4
Fatto
10 minuti

cuoci la quinoa nel ragù

Scola e sciacqua bene la quinoa. Riprendi il ragù che non conterrà più le carni, prelevane circa 300 g e lasciali da parte (serviranno sopra il sartù prima di servirlo). Fai scaldare il ragù rimasto e immergici la quinoa, il tutto a fuoco basso. Cuoci la quinoa nel ragù fino a quando ha assorbito tutto il sugo. Lascia intiepidire un poco.

5
Fatto
10 minuti

prepara il rivestimento esterno

Versa l'uovo sbattuto con il lievito in scaglie nella quinoa ancora calda ma non bollente, mescolando bene e aggiungendo anche la farina di bucce di psillio. Ungi uno stampo con diametro 20 cm alto 12 cm. Versa un po’ di quinoa condita e schiaccia con il dorso di un cucchiaio così da creare un rivestimento di circa 1 cm di spessore.

6
Fatto
5 minuti

riempi il sartù

Adagia nel centro del sartù un primo strato di uova di quaglia e di salsicce. Aggiungi i piselli e le polpettine. Prosegui a stratificare fino a riempire lo stampo. Ricopri con la quinoa condita rimasta, compattando bene. Spennella la superficie con olio e cospargi di pangrattato di quinoa.

7
Fatto
1 ora

cuoci

Cuoci il sartù in forno caldo preriscaldato e in modalità statica a 175° per 1/2 ora coperto con alluminio, poi scopri e cuoci ancora 10/15 minuti, fino a formare la crosticina in superficie
Lasciare raffreddare per una decina di minuti prima di sformare il sartù di quinoa.

8
Fatto
5 minuti

servi

Riprendi il ragù messo da parte e scaldaci dentro le polpettine e la salsiccia avanzate dal ripieno. Capovolgi lo stampo su un piatto e sforma il sartù, ancora caldo. Versa sulla superficie e nel buco il ragù scaldato. Mangialo entro 2 giorni. NON CONGELARE!

SaraGiulia

Recensioni della ricetta

Non ci sono ancora recensioni per questa ricetta, usa il form sottostante per scrivere la tua recensione
precedente
Muesli senza glutine
successiva
Brioches salate
precedente
Muesli senza glutine
successiva
Brioches salate

Aggiungi commento

Translate »